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Pablo Echaurren

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Arteinbici
O delle pedalate inspirate

di Pablo Echaurren

Mentre alla cinquantesima Biennale si sgomita per far parte del gotha, c'è chi ha voglia di far circolare idee su due ruote in nome di un'arte [non arte] non inquinante. E in buona compagnia con quei "sovversivi" dei ciclisti.

SU ALTRE PAGINE di questa nostra Carta Oziosa e Faziosa, Gabriele Perretta vi dà qualche dritta per orientarvi e/o incazzarvi in merito alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia. È suo dovere andare, vedere, commentare, stroncare, salvare, recuperare il recuperabile, egli è un critico. Io no, io mi astengo, mi astraggo, mi distraggo seguendo il tracciato della vita reale, e sappiamo quanto l'arte se ne discosti, dalla vita, checché ne pensasse o facesse Gabriele D'Annunzio.
Insomma mi ritraggo da queste kunstmesse da requiem eterna dona a loro oh Signore, da queste kermesse in piega, perciò seguo l'esempio empio dei pochi che non si sono persi dietro al miraggio dell'ingaggio, dietro all'ingranaggio perverso che ti fa sperare di riuscire, un bel giorno radioso, a essere ammesso nel circolo omertoso di quelli che alla Biennale ci vanno non come semplici visitors, ma come invitati, come espositori, come artisti protagonisti.
Arteinbici invita a disertare e pedalare, esorta a praticare una deriva ciclistica invece di perseverare sulla cattiva strada divistica.

Da Jarry a Picasso a Duchamp, giù giù fino a Schifano, la bici è stata fonte d'ispirazione; che ora diventi fonte di traspirazione!
E di cospirazione, stando almeno a quanto sosteneva il criminologo paranoico Cesare
Lombroso: "La bicicletta è il veicolo più rapido nella via alla delinquenza perché la passione del pedale trascina al furto, alla truffa, alla grassazione".
In linea col pensiero di
Critical mass, gli amici di Arteinbici [chiunque può decidere di esserlo] intendono restituire all'arte e alla non-arte un contatto informale col pubblico stradale, puntano ad affrontare il proprio destino seduti su un sellino, a far circolare idee su due ruote, a creare una scatena di trasmissione dell'immaginazione, a dare insomma voce a un'arte non inquinante.

Il traffico siamo noi, solo noi possiamo sbloccarlo e emanciparci dal suo giogo, fare un altro gioco.
Andare a zonzo senza meta, senza Lancia Beta, liberi come una cometa, è un'ottima terapia per mettere a tacere lo stronzo che è in noi, quello cioè condizionato dai media, dalla pubbli, dalle multi, dalle mostre infernali, dalle ballerine e dai nani, dalle biennali, da Francesco Bonami [il suo curator di laguna].
www.hypertextile.net/ARTEINBICI dove potete scovare, prima ancora che su Vogue e su Carta, le primiere immagini della sfilata
Ciclostumistica Primavera-Estate [anche se ormai è acclarato e accaldato che non ci sono più le mezze stagioni né le religioni no quelle ci sono ancora, specie nella loro accezione fondamentalista].
Per par condicio, ci tocca di segnalare che, sul fronte opposto, sul versante delirante degli aficionados delle inaugurazioni, delle abluzioni di folla, delle frequentazioni vippesche, il sito di Exibart [www.exibart.com] ha offerto nientepopodimeno che la PresenziaLista, ovvero l'infinita, prolissa, inverosimile nota degli appuntamenti, dei vernissaggi, dei rompimenti di coglioni che attirano gli artisti come tanti mosconi attorno alla merda, merda d'artista, ben inteso!

Testo integrale su:
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2003/24/24echauren.htm


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