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PRIMI GARBUGLI DI UNA FILOSOFIA DEL FILO

Ancora oggi, dopo due quasi secoli di industria, molte persone si sentono attratte dalla tessitura manuale. Si dice che è il fascino delle cose di una volta, le cose costruite in modo artigianale, che sarebbe più semplice e (si dice) più vicino alla natura. Questa cosiddetta vicinanza alla natura è almeno innegabile nel fatto che il telaio manuale funziona soltanto al contatto del corpo: infatti è costruito a misura dell'uomo. In un certo senso, questa macchina artigianale sarebbe più naturale perché è più umana e viceversa. Che cosa sia poi, la natura umana è appunto ciò che qui si vorrebbe dipanare.
Per raccontare la natura umana, molti si sono serviti di idee molto semplici, tradizionali, chiamate anche archetipi. Può darsi che il telaio primitivo sia anch'esso un archetipo: a quei tempi ogni cosa era divina, sia le invenzioni dell'uomo che i fenomeni della natura. La religione funzionava da scienza, esattamente come oggi è la scienza che continua ad assolvere le antiche funzioni della religione.
Ai nostri giorni, un attrezzo (o, se vogliamo,un archetipo) come il telaio potrebbe orientarci nel nostro mondo, che è ancora tutto pieno di fili: fili della luce, fili del telefono, fili di fibre ottiche, e fili quasi senza materia che formano reti radio, tv e telematiche. Anche gli uomini moderni si comportano ancora spontaneamente (o naturalmente) come dei fili: formano tra loro quelle reti o gerarchie, che chiamiamo tessuto sociale o tessuto culturale.
Preso in se stesso, ogni singolo filo non è altro che un conduttore: porta qualcosa da un capo all'altro di se stesso e, in quanto filo, si definisce con due dimensioni: la portata e la lunghezza. Preso in se stesso, ogni singolo filo è poco di più che un segmento: è un tubo, all'interno del quale c'è un flusso che passa. Quando i fili si collegano insieme, formano qualcosa che prima non c'era: fabbricano un tessuto. Questo tessuto si impone come come una realtà concretamente diversa dai fili e dai flussi che corrono dentro a ogni singolo filo. Se si tornano a considerare questi singoli o individui, essi figurano solo come segmenti più o meno intercambiabili della grande struttura complessiva: è nel suo tessuto che appare risiedere l'assoluta realtà, materiale e ideale al tempo stesso.

95,02,14

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