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www.tessereinrete dic 2003

Nonostante l'apparenza, "www.tessereinrete" non è affatto un sito web. E' introvabile su Internet, neppure come "sito in costruzione": il dominio "www.tessereinrete.it, .net, .org, .com, .biz non è stato registrato da nessuno. Qualsiasi burlone potrebbe appropriarsi del tutto legalmente di questo sito tuttora inesistente e approfittarsi della situazione, diffondendo informazioni strampalate tra gli incauti che accedessero alle sue pagine... ma in fondo, non ne vale la pena.
Tutto sommato, è meglio che "www.tessereinrete" rimanga nel profondo del non essere, come fulgido esempio di una realtà virtuale al quadrato: ancora più virtuale della rete virtuale di Internet. Qui si tratta (in realtà e in apparenza) di fiber-art, cioè di un fenomeno che è ancora più irreale del dominio nel quale ambirebbe a manifestarsi: il già fantomatico mondo dell'arte. La fiber-art che rientra (o vorrebbe rientrare) nell'arte, come arte elevata alla seconda impotenza.

"www.tessereinrete" è il nome di una mostra: è la 13a reincarnazione di "Miniartextil - rassegna di arte tessile contemporanea". La reale novità non é il tema di quest'anno (www.tessereinrete): data l'ovvia (o presunta) libertà dell'artista, ogni tema è pretestuoso per qualsiasi mostra d'arte! Nuova è piuttosto la "feroce selezione" che si vociferava. In effetti, quest'anno non bastava sganciare 80.00 Euro per essere inclusi nella mostra, + 5O.00 opzionali l'inclusione al suo sito Web... per 12 mesi mesi e non oltre (ovviamente, il sito web non è www.tessereinete, si chiama www.miniartextil.it). Perciò quest'anno, i fibrartisti non hanno più pagato un sicuro biglietto dell'autobus ma un incerto biglietto di lotteria. Tra i 235 generosi contribuenti (per un totale di 18.800 euro), solo 57 sono stati ammessi dalla Giuria.

E vediamo che giuria, a cominciare dal catalogo che, in copertina, riproduce l'opera tessile di una certa Arlette Vermeiren Zuccoli"... chi era costei? Lo apprendiamo dal catalogo, a pagina 92. Qui apprendiamo che, dopo una anonima mostra a Beauvais nel 2002, la Zuccoli ha partecipato a una mostra nel "Museo dello Zucchero" di S.te Croix Laudun (è in Francia) e (niente di meno che) a "Miniartextil 2003, Como". Ovvero: l'artista qui ha incluso nel suo curriculum la stessa mostra alla quale intendeva partecipare... Raffinato espediente concettuale! E' un peccato che Borges sia già morto, forse ci avrebbe scritto un bel racconto. Lasciamo perdere la letteratura: la Zuccoli è, in realtà, Direttore Artistico per la Ricerca Tessile alla "Fondation de la tapisserie, des arts du textile et Muraux de la Communauté Francaise du Belgique". Avviso gratuito ai fiber-artisti: appunto in Belgio, la patria degli arazzi, si prepara la prossima Triennale di Tournai...

Intanto (udite udite!) ritroviamo la stessa Vermeiren Zuccoli (oltre che in copertina e in catalogo) nella stessa giuria di Miniarterxtil, insieme al dolciastro critico Caramèl e al babbo della mostra Mimmo Totaro... e basta (qui sta tutta la giuria, perche il 3 è numero perfetto). La Santissima Trinità della giuria ha assegnato "all'unanimità" il Premio Antonio Ratti 2003 a Marisa Bronzini, fiber artist comasca nonché erede della conterranea (comasca) manifattura tessile. Brava comunque, è sempre la Bronzini... nonostante il suo pesante pedigree... e nonostante il plexiglas (o vetro-resina?), che ha imposto al suo lavoro. Plexiglas (o vetro-resina?) di rigore come l'abito da sera, nel feticismo fiber-artistico.

La virtualità esponenziale di "www.tessereinete" come evento collettivo di fiber-art non esclude infatti,a priori, un reale valore degli individui che, a vario titolo, ne siano irretiti. Bravi comunque, certi altri artisti, selezionati in "mini" (a pago) oppure invitati espressamente (e si presume, gratuitamente) per realizzare maggiori installazioni. Le due classi di artisti si intersécano con voluta ambiguità tra una pagina e l'altra del catalogo. Ma c'è un criterio certo per distinguerle: i "mini" non hanno diritto alla pubblicazione del loro curriculum... gli toccano solo 2 righe nella asciutta lista anagrafica dell'ultima pagina (nato a..., vive e lavora a...). In compenso il Caramèl, critico fisso di Miniartextil, dedica ancora a ciascuno di questi una riga supplementare all'interno del suo testo introduttivo... citando più che altro, le dimensioni dell'opera. Il suo riferimento puntiglioso e concettuale al centimetro può sembrare una vera novità nella prosa critichese... Ma è più verosimile che la prosa del Caramèl sia pagata un tanto a cartella e lui, tante cartelle doveva riempire.


Ilona Sergiuch, novembre 2003

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